| Pochi sono
gli sport che durante la sua pratica lasciano apprezzare
le bellezze della natura. Il ciclismo è uno di
questi. Per me, nato e cresciuto lontano dallo smog della
città, le sue frenesie, gli imbottigliamenti del
traffico, un capo ufficio pronto a sbraitare se arrivi
in ritardo oppure perché manca una virgola in un
carteggio, era forse il modo più giusto per diventare
uomo.
E’ fantastico passare per strada, anche a piedi,
trovare sempre chi ti saluta, chi ti invita al bar cercando
di offrirti qualcosa di diverso che non sia un bicchiere
d’acqua, ricordandoti che in fondo, l’appuntamento
con l’evento sportivo è ancora lontano ed
un bicchiere di vino fatto dal cugino della Maria, lo
si può pure assaggiare. Passi con la bici, magari
dopo una bella faticaccia fatta in allenamento dove ha
appena provato la gamba, trovi il cicloamatore che ti
chiede un consiglio mentre ti affianca e ti accompagna
fin sotto casa. Soddisfatto, si allontana, ripensando
che quel che gli hai appena detto, lo metterà in
pratica domani che è domenica e si può tornare
in bici. Non si lavora.
Contatto con la natura, il rapporto confidenziale con
la gente. Questo mi piace, questo condivido con Gloria
che è mia moglie e con Tommaso e Greta che sono
i miei stupendi figli. Probabile che Tafi, "il bersagliere"
corra sino al 2004 poi che pensi ad altro. A come, pur
vecchio per continuare a stare in gruppo, possa proseguire
circondandosi di amici vecchi e nuovi che diano valore
a queste cose. Che per tanti son dettagli ma che aiutano
invece ad alzare il livello qualitativo della vita. Per
questo il vostro Andrea ha già un progetto di cui
vi farà partecipi al momento opportuno. |